domenica 1 maggio 2016

Il castello di domenica 1 maggio






SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (FI) – Castello di Gabbiano

Le prime notizie storiche su Gabbiano risalgono all'XI secolo quando fu incominciata la costruzione della torre quadrata a difesa di una delle più importanti vie di comunicazione tra Firenze e Siena. La costruzione delle cantine, la cui struttura a volte testimonia l'utilizzazione vinicola delle stesse, fu iniziata nel 1124. A quell'epoca il castello apparteneva ad una delle più importanti famiglie di banchieri di Firenze, i Bardi, che nella seconda metà del 1200 iniziarono i lavori di ampliamento della fortezza costruendo le mura perimetrali, merlate, secondo la tendenza tipicamente guelfa dell'epoca. Il castello rimase in possesso dei Bardi fino ai primi del Quattrocento quando, passò alla famiglia Soderini, una delle famiglie politicamente più influenti di Firenze. L’acquisto fu compiuto da Tommaso Soderini, padre del Gonfaloniere della Repubblica fiorentina, Pier Soderini. Nel corso del secolo dovettero essere aggiunti, in più tempi, altri corpi di fabbrica, come si desume dalla muratura, che denunzia diversi fasi di accrescimento, fino ad essere trasformato in un'ampia costruzione quadrilatera che costituì anche una sorta di fortilizio privato, poiché venne dotato di quattro torrette cilindriche che ne rinforzarono gli angoli. Fu durante il possesso dei Soderini che il Castello fu trasformato nella struttura più simile all'attuale, le torri tonde di influenza architettonica francese poste ai quattro angoli del castello furono costruite nel 1505. Al ritorno al potere della famiglia Medici i Soderini vennero dichiarati ribelli e banditi da Firenze, di conseguenza il castello rimase abbandonato fino al 1623 quando venne restituito ai vecchi proprietari. Il maniero era in pessimo stato come ricorda la lapide posta sopra la porta d'ingresso « Franc.Soderinus Senat. Gasp F. Ruris Huius in Famiglia restituita Sub. A MDCXXV ». Sopra gli stemmi è riportato il motto dettato da Pier Soderini in occasione della sua elezione a gonfaloniere a a che recita "IUS UT PALMA FLO" ("Iustus ut palma florebit"). Dal XIX secolo le famiglie che si succedettero nella proprietà vi eseguirono vari restauri rispettando appieno le caratteristiche del complesso architettonico del Castello. Nel XIX secolo era di proprietà della famiglia Rosselli Del Turco a cui si deve la realizzazione di una cappella di carattere neoclassico. Successivamente passò alla famiglia Lemmi e da loro venne pesantemente restaurato. Nel Novecento divenne di proprietà dello scrittore Arnaldo La Cagnina, poi della famiglia Arcaini e oggi è sede di un'azienda viti-vinicola di proprietà della famiglia Beringer Blass (a tal proposito esiste il sito web http://www.castellogabbiano.it). Esternamente si presenta come un blocco quadrangolare con quattro torri cilindriche poste agli angoli. Furono aggiunte dopo la metà del XV secolo, come nel castello di Meleto situato nei pressi di Gaiole in Chianti. Oltre ad assolvere ad una funzione difensiva costituiscono un motivo estetico di notevole effetto. La torre centrale posta sulla facciata principale è a pianta quadrata e probabilmente costituisce il nucleo originario del complesso come sembra apparire dalla diversa muratura che la contraddistingue dal resto della cortina muraria. Nel XIX secolo i locali ricavati all'interno delle torri angolari vennero affrescati con dipinti di soggetto idilliaco e arcadico. Nel salone principale è stato ripristinato il soffitto a cassettoni. Nel 1506 la città di Bologna richiese insistentemente alla Signoria di Firenze, di inviargli l'artista Michelangelo per realizzare una statua in bronzo del Papa Giulio II. Alla fine di Novembre dello stesso anno Michelangelo accondiscese alla richiesta e partì alla volta di Bologna munito di un salvacondotto di Pier Soderini, eletto Gonfaloniere a vita nel 1502, col quale si diceva "Il latore della presente è lo scultore Michelangelo, che viene spedito per far cosa grata a Sua Santità, nostro Signore. Noi attestiamo ch'egli è un giovane di ottime qualità e nell'arte sua a nessuno secondo in Italia e forse in tutto il mondo. Noi non sappiamo raccomandalo abbastanza caldamente ; egli è di tal carattere che, con buone parole e colla mitezza tutto si può ottenere da Lui. Bisogna dimostrargli affetto e benevolenza, ed egli farà cose, da far stupire ognuno che lo vegga.”. Samuel Eliot Morison, nel suo libro pubblicato negli Stati Uniti nel 1974 col titolo "The European discovery of America", ricorda come Amerigo Vespucci avesse indirizzata proprio a Pier Soderini, al Castello di Gabbiano, la sua prima lettera al ritorno dal suo viaggio nelle Americhe. I due avevano sempre conservato i migliori rapporti dopo essere stati entrambi allievi, al convento di S. Marco, del Padre Giorgio Antonio Vespucci, zio di Amerigo. Ecco un bel video sul castello di Gabbiano: https://www.youtube.com/watch?v=Bd-_kDca1WE

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Gabbiano, scheda di Marco Orlando su http://www.icastelli.it/castle-1268903119-castello_di_gabbiano-it.php


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