martedì 9 febbraio 2016

Il castello di martedì 9 febbraio






LICODIA EUBEA (CT) - Castello Santapau

Il castello (detto anche di Licodia) fu costruito sull'omonimo colle (Colle Castello) a poca distanza dal centro abitato di Licodia Eubea. La posizione permetteva il controllo di una vasta area territoriale, consentendo l'avvistamento dei nemici e il pronto intervento offensivo. Il castello era però soprattutto una roccaforte difensiva, difficilmente attaccabile dal basso, provvisto di poderose mura di cinta e torrioni d'avvistamento. Il nome del castello compare per la prima volta nei documenti ufficiali dello Statuto Angioino nel 1274, ma è probabile che il colle venne fortificato già in epoca bizantina, come testimoniato dalle mura di cinta e dalla galleria scavata sotto l'edificio, costruite con mezzi e tecniche tipiche del tardo impero romano. Il castello assunse il suo aspetto definitivo nel periodo svevo, durante il regno di Federico I. Il primo complesso, di epoca bizantina, venne probabilmente distrutto dagli arabi, e successivamente ricostruito dagli angioini, all'epoca di Carlo I d'Angiò, sotto la cui dominazione il luogo assunse il nome di Castrum Licodiæ. Il castello fu di proprietà di diversi nobili, che si alternarono nei secoli dando lustro e prestigio al castello e al feudo. Tra le famiglie più importanti i Santapau, che diedero il nome al castello, e i Ruffo di Calabria, imparentati ai primi. Ai Ruffo appartenne il castello fino al 1812, quando fu abolito il feudalesimo. L'edificio venne quasi del tutto raso al suolo dal terribile terremoto del 1693, che lasciò in piedi solo alcune torri, qualche muro interno e delle gallerie sotterranee. Ciò che rimane del Castello Santapau, dopo il terremoto del 1693, è davvero molto poco rispetto a quello che doveva essere il complesso originario, ma i ruderi lasciano comunque presumere al visitatore quanto maestosa dovesse essere questa fortificazione. Oltre alla torre, infatti, rimangono della fortezza alcune possenti mura perimetrali e inesplorati sotterranei, prima saloni e camere varie. E' possibile fare delle deduzioni circa la struttura esterna del maniero: tutt'intorno dovevano innalzarsi le mura perimetrali, di grande spessore, saldate a cinque torrioni cilindrici che davano all'impianto una forma pentagonale. Lungo la base interna correva un muretto, o gradino, salendo sul quale si poteva guardare al di là delle mura. Sul pianoro si vedono i ruderi di quello che dovette essere il nucleo centrale delle stanze, o parte di esso. A est, nel muro che unisce le due torri tra loro più vicine e meglio conservate, c'era una porta d'ingresso che, benché murata da qualche anno, risulta ancora ben visibile. L'ingresso principale doveva essere dalla parte sud, dalla quale si sale tuttora, versante poco ripido che consentiva facilmente l'ingresso ai pedoni, ai cavalieri ed ai cortei. Da questo lato le mura, di cui rimane traccia, dovevano essere molto alte per compensare il dislivello del terreno, sino a raggiungere lo stesso livello delle altre. Il castello è di proprietà comunale, e lo si può raggiungere percorrendo la superstrada Catania-Gela e uscendo a Licodia Eubea. È pubblicamente fruibile. Tra i Signori che abitarono il castello si ricordano: Bertrando Artus, nel 1270 circa, sotto la dominazione angioina; Patrimonio regio dal 1282 al 1299; Ugolino Callari (o di Callaro), investito conte di Licodia da re Federico III d'Aragona nel 1299. Re Carlo II d'Angiò gli confermò il possesso di Licodia, con diploma del 28.12.1299; Filangeri; Ughetto Santapau, nel 1393; Vincenzo Ruffo di Calabria, marchese, nel 1610. Testimone muta e al tempo stesso protagonista di tutti gli avvenimenti che nel corso dei secoli si sono succeduti tra le mura possenti e nelle contrade circostanti, questa fortezza ha respinto assedi (secondo un'antica tradizione orale, durante uno di questi assedi, il signore del castello, invitato a pranzo il comandante dell'esercito assediante, fece servire del pesce fresco così da convincere il nemico che mai si sarebbe arreso per fame), ha ospitato i rappresentanti della migliore nobiltà siciliana, ha vissuto momenti di gloria, di gioia e di dolore divenendo il centro di numerose leggende. È qui che, in una torrida giornata di agosto, al barone don Raimondo Santapau giunse la notizia che la diletta figlia Aldonza era stata strangolata per una colpa non commessa dal marito Antonio Barresi ed è nelle stanze di questo castello che donna Antonia, informata della morte violenta del marito, si suicidò, la notte di Natale, sopraffatta dal dolore. Altri link suggeriti: http://www.castelli-sicilia.com/links.asp?CatId=267, http://www.icastelli.it/castle-1234811416-castello_santapau_di_licodia-it.php. Ecco un interessante video sul castello (di Fabrizio Ruggieri): https://www.youtube.com/watch?v=uguSdX8HFrI

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Santapau, http://www.comune.licodiaeubea.ct.it/la_citt%C3%A0/storia/castello.aspx

Foto: la prima è di kiitos su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/299381, la seconda è presa da http://www.archeolicodia.it/2011/09/castello-santapau.html

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