martedì 28 luglio 2015

Il castello di martedì 28 luglio





TORRENOVA (ME) - Castello di Pietra di Roma (o Fondaco)

Un insediamento, una statio romana o meglio una stazione di posta romana trasformata poi, nei secoli, in un castello. “... V’erano sino ai giorni nostri due altissime torri, una rotonda, l’atra quadrata, ...delle quali v’esiste ancora parte di fabbrica...furono le suddette già in questo secolo rovinate come stanche di stare più in piedi pella loro antichità... Collaterale alla torre rotonda v’esiste una gisterna, seu fossa dove passa fama che quei Gentili avessero rinserrato non pochi martiri cristiani seppure non volessimo credere che sia stata fatta per conservarvi l’acque piovane....nel giro delle stanze, ponente, una mezzana se ne vedeva pitturata ma alla mosaica o si fosse stata alla greca, con molte finiture e molte iscrizioni, starei per dire simili a quelle di San Pietro di Deca.” Le altre notizie certe a noi pervenute risalgono alla dominazione araba (901) di cui era presidio militare sotto Ibrahim mentre sotto i normanni divenne posta di controllo per l’attività cantieristica. Nel 1389 la località è citata come castrum sive fortilitium ai piedi di San Marco. Federico di Aragona, barone di San Marco, si ribellò a re Martino, e questi assegnò il castrum a Peralton de Labaur. Nel 1498 il castello necessitava di una prima ristrutturazione; nel 1557 Giulio Filoteo degli Omodei lo descrive come fortezza con fossato. Nel 1578 Spanocchi dice che nel castello vi è un arbitrio di cannamelle e lo dipinge come un forte con tre torri di cui primeggia la circolare ed a cui si affianca l’antico acquedotto. Al contempo il Camilliani sostiene che solo nella prima metà del XVI secolo si impiantò uno zuccherificio e lo dipinge come una fortezza turrita “con un maschio circolare”. Infine Vito Amico lo definisce come fortezza egregiamente munita di artiglierie con Chiese e cisterne. L’impianto planimetrico presenta una pianta irregolare dovuta soprattutto alle superfetazioni aggiunte nel corso dei secoli. Infatti si pensa che ad una parte iniziale che si elevava su un costone roccioso, sul lato orientale, si siano aggiunti negli anni corpi di fabbrica lineari con orientamento Est-Ovest. L’intero sito, elevato sopra una leggera altura, un tempo dominava la pianura circostante nella quale l’impianto di cannamele (canna da zucchero), risaie ed agrumeti, con i relativi opifici industriali, quali trappeti da zucchero e mulini, era alimentato da acquedotti di cui sopravvivono tracce. Sopra un trovante di roccia, nell’estremità occidentale del sito, sopravvivono i resti di una torre a pianta circolare. Dalla parte orientale sono cresciuti nel tempo edifici che, nelle parti più evidenti sopravvissute, mostrano di appartenere al tardo XVII secolo, oggi tutti allo stato di rudere. Sull’insieme così altamente stratificato, durante gli ultimi decenni, sono state elevate strutture in cemento armato.

Fonti: http://www.emmegiischia.com/wordpress/arte/luoghi/comune-torrenova-provincia-messina/, scheda del Dr Francesco Cimino su http://www.icastelli.it/castle-1234883516-castello_di_pietra_di_roma-it.php, http://www.comune.torrenova.me.it/2012/index.php/it/component/content/article/78-icetheme/icetabs/68-il-castello-di-pietra-di-roma-il-fondaco

Foto: da http://www.emmegiischia.com/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/IL-FONDACO-O-PIETRA-DI-ROMA.jpg

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