venerdì 3 agosto 2012

Il castello di venerdì 3 agosto




MONTELEONE DI FERMO (FM) – Castello
Ubicato sopra uno sperone a cavallo tra la valle dell'Ete ed il Lubrico, suo affluente, dirimpetto al comune di S. Vittoria in Matenano, Monteleone fu costruito su preesistenze romane dai Benedettini di Farfa. Nel 410 circa iniziarono, con la decadenza dell'Impero Romano, le massicce invasioni dei Visigoti, dei Goti, degli Unni e verso il 570 giunsero nel Piceno i Longobardi che assediarono la comunità locale. Sembra che esistessero due aggregazioni riunite in un unico municipio: il primo detto Mons Leohun, in zona Poggio Castello (il colle è ora in contrada Madonna di Loreto), il quale sarebbe caduto sotto i Longobardi; ed il secondo insediamento detto Torre di Casole (attuale paese) che per 12 anni sostenne l'assedio per merito di un condottiero chiamato Leone. Dal nome del suo difensore sarebbe derivato Monteleone, sebbene alcuni precedenti documenti scrivano chiaramente Mons Leonis (monte del leone). Le carte dei frati farfensi sono le più antiche testimonianze scritte su Monteleone, almeno fino al XIII secolo, vale a dire per il periodo nel quale la corte rimase possesso dei monaci farfensi. Nell'anno 705 ci fu una donazione dei Longobardi della possessione o della corte di San Maroto (Curtis San Marotis) all'abbazia dei benedettini di Farfa, a seguito della conversione della loro regina Teodolinda. Nel 967 l'imperatore Ottone I confermava le antiche proprietà all'abbazia di Farfa. L'abate farfense Berardo III (1099-1119) costruì una torre esagonale irregolare con la caratteristica forma a punta: essa servì come magazzino in alto, quando si temevano incursioni, da vano cimiteriale in basso e da campanile. Diversi documenti del XIII secolo dimostrano che la torre costruita dall'abate non è quella attuale. Infatti, fu distrutta nel 1252 durante l’assedio dei Fermani ai castelli di "Casigliano, Torre di Casuale e Monte Leone"; quindi fu ricostruita nel XIV secolo sulla pianta o sul troncone di quella precedente. Nel 1269 il nobile Ruggiero Suppi, podestà di Fermo, prese le difese della comunità di persone che un tempo avevano abitato Torre di Casole. Dopo la morte di Federico II a Palermo, la successione imperiale diede occasioni a ribellioni e Monteleone rientrava nei possessi strategici di Fermo, mentre l'abbazia di Farfa appariva schierata con la parte imperiale. Nel XIV secolo la storia di questo paese fu legata alle vicissitudini delle signorie di Fermo; mentre il secolo successivo vide il passaggio non solo di ricorrenti epidemie, ma anche di truppe mercenarie al comando di capitani di ventura. Poche e frammentarie sono le notizie riguardanti i secoli XVII-XVIII, tuttavia il paese è sempre stato l'influenza della città di Fermo. La torre ad esagono irregolare è ciò che resta dell'antico Castello di Torre Casole insieme alla corte del X-XI secolo di S. Maroto, oggi nella chiesa parrocchiale dedicata a S. Marone, e ad alcuni resti di mura. La torre fu in seguito utilizzata come campanile della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista.

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