sabato 25 marzo 2017

Il castello di domenica 26 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) – Torre Cervia e Torre Moresca

Torre Cervia fu fatta edificare nel 1563 da papa Pio IV per contrastare le frequenti incursioni dei saraceni, ma materialmente la costruzione avvenne ad opera dei signori di Sermoneta e San Felice Circeo. In particolare, essa fu costruita nella parte del promontorio più sporgente verso il mare in posizione di controllo della omonima cala. Conosciuta anche come "La Torraccia" per lo stato di rovina in cui giaceva, Torre Cervia veniva così descritta dal capitano Giulio Cesare Grillo, Provveditore Generale della Marina Pontificia: « Questa torre così chiamata perché le cervie in essa allevano i loro figlioli è posta nel mezzo del monte Cercello esposta a mezzogiorno. In detta torre si deve stare con ogni vigilanza per essere luogo molto pericoloso de corsari rispetto che sta addirittura delle isole de Ponza e Palmarola et in questo luogo il mare è profondo et ui possono stare vascelli assai et spesso si vengono a recoverare per il mal tempo, che se non fussero assicurati dalla custodia di questa torre molte volte sarebbero fatti schiavi. ». La torre fu distrutta nel 1809 e poi ricostruita nel 1947 per volere del Conte E. P. Galeazzi. Attualmente la torre-faro appartiene a privati. La Torre Moresca venne realizzata a seguito del Breve di papa Pio IV nel 1562. Nel 1593 la guarnigione della torre venne incolpata dalle autorità pontificie di connivenza con i briganti che sovente infestavano la zona. Ad ogni modo, il complesso venne definitivamente abbandonato nel 1809, e venne raso al suolo dai bombardamenti navali della flotta britannica. Oggi ne resta solo il basamento. Ecco un breve video sulla Torre Moresca (di Circeo: l’incanto della Maga Circe, figlia del sole): https://www.youtube.com/watch?v=-58ele8GHXc. Per approfondimenti sulle due torri, suggerisco di consultare i due seguenti link: http://www.circei.it/torre-cervia.html e http://www.circei.it/torre-moresca.html.
 Foto: la prima, relativa a Torre Cervia, è di @Ulisse su http://www.panoramio.com/photo/58529228;  la seconda, relativa a Torre Moresca, è presa da http://www.circei.it/torre-moresca.html

venerdì 24 marzo 2017

Il castello di sabato 25 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) – Torre Paola e Torre Fico

Torre Paola è una torre costiera difensiva posta sul Promontorio del Circeo al confine con la lunga spiaggia di Sabaudia. Venne eretta nel 1563 per volontà di Papa Pio IV (1559-1565) ad opera dei signori di Sermoneta e San Felice Circeo per contrastare le continue incursioni dei pirati saraceni, completando un sistema difensivo che comprendeva, verso Roma, Torre Astura, Tor Caldara e Tor San Lorenzo. Il nome Torre Paola sembrerebbe derivato dall’antica chiesetta di San Paolo là esistente. In qualche antico documento è chiamata anche “Torre dell’Angelo di Paola” per la sua funzione di protezione esercitata dalla torre nei riguardi dei vascelli cristiani contro il pericolo dei corsari barbareschi. Insieme a Torre Fico fu la prima ad essere edificata, posta in un punto strategico a custodia della foce del canale emissario del Lago di Paola, divenendo parte di un sistema difensivo di sei torri. Già durante la sua costruzione subì il primo attacco da parte dei saraceni (che scesero dall'alto della montagna per cogliere la guarnigione di sorpresa) tanto che, per ovviare a future incursioni dalla rupe, venne modificato l'impianto originario, dandogli la particolare struttura a testuggine con struttura difensiva lato montagna. Nel 1604, dalla torre, si riuscì a cannoneggiare e a spingere alla fuga alcune navi turche. Nel 1773, come riporta l'archivio di stato, a Torre Paola vi erano 1 cannone da 10 con 15 palle, 15 casse di mitraglia e 15 di polvere, 1 cannone da 3/4 con 15 palle, 15 cassa di mitraglia e 70 di polvere; 1 cannone da 1 con 15 palle, 15 casse di mitraglia e 7 di polvere. Torre Paola ha conservato pressochè intatta la struttura originaria, a forma cilindrica con base scarpata e ingresso al primo piano, accessibile in origine grazie ad un ponte levatoio. La terrazza presenta un coronamento di beccatelli e caditoie cui si aggiunge, sul fianco rivolto verso il monte, una struttura “a scudo”, come già accennato in precedenza. Nel 1809, i soldati di presidio si opposero con il fuoco a navi inglesi e numerosi furono gli scontri e le vicissitudini che videro la torre coinvolta. Scontri che però, fortunatamente, hanno rispettato il suo aspetto originale, gravemente minacciato dalla trasformazione del complesso in area residenziale negli anni sessanta. Recentemente, la giunta comunale di San Felice Circeo ha deciso di avviare la procedura di esproprio della torre, che oggi risulta proprietà privata e che attualmente versa in un grave stato di incuria e abbandono, per poter realizzare al suo interno un museo delle Torri Costiere che racconti la storia ed il mito del Circeo e del territorio pontino (a tal proposito ecco il video di LAZIOTV1: https://www.youtube.com/watch?v=Jym5SmksGBE). Torre Fico fu edificata in forza di un “Breve” di Papa Pio IV nel 1562 assieme a Torre Paola, Torre Cervia e Torre Moresca a spese della famiglia Caetani, feudataria della zona. Venne ricostruita nel XVII secolo e infine abbandonata all'inizio del XIX secolo, dopo essere stata parzialmente distrutta dal cannoneggiamento di navi inglesi (1809). In seguito fu nuovamente ricostruita. Il nome, probabilmente, deriva dalla massiccia presenza di fichi d’india che ancora oggi caratterizzano lo sperone roccioso su cui sorge la torre. La torre è un ottimo punto di osservazione panoramico, verso tutto il litorale sud e verso le Isole Pontine, raggiungibile  a piedi in venti minuti con una suggestiva passaggiata, che dal porto sale ripida, attraverso la macchia mediterranea, oppure in automobile dal centro storico, percorrendo via del Faro. Per avere maggiori notizie storiche sulle due torri, suggerisco la consultazione dei seguenti link: http://www.circei.it/torre-paola.html e http://www.circei.it/torre-fico.html.


Foto: la prima, su Torre Paola, è di redelnulla su http://rete.comuni-italiani.it/foto/2009/89126; la seconda, su Torre Fico, è presa da http://meusphoto.altervista.org/prodotto/torre-fico-san-felice-circeo/
  

Il castello di venerdì 24 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) - Palazzo Baronale Caetani

Oggi sede del municipio, fu costruito nel XIV secolo dalla famiglia Caetani. Alcune sale al suo interno sono decorate da affreschi risalenti ai primi dell’Ottocento. Il Palazzo, il cui primo nucleo si deve probabilmente a Guglielmo Caetani, sorge nel punto strategicamente più importante del paese e dove anticamente doveva esistere una fortezza e si appoggia e comunica con la Torre dei Templari e, dietro questa, va a saldarsi in un corpo unico con il vecchio Convento. L'ultimo piano fu però aggiunto dal Poniatowsky ai primi dell'Ottocento. II piano superiore della torre è probabilmente opera anch'esso del principe polacco. Termina con un coronamento a beccatelli. Il sistema piombante appartiene al passato. Lo vediamo ancora usato nelle torri costiere, benché fossero in pieno sviluppo le armi da fuoco. Prima il "mastio" terminava con una merlatura guelfa (sulla fronte cinque grossi merli), ancora chiaramente rilevabili, sul davanti e sui lati est e ovest, al limite inferiore del quadrante dell'orologio. L'orologio fu collocato sulla torre dal Poniatowsky, ma la campanella non rimane esattamente al centro, poiché i piombatoi, in uno dei quali è stata inserita, sono di numero pari. Ciò ci aveva fatto avanzare l'ipotesi che la costruzione del coronamento e quindi di tutto il piano superiore della torre, potesse risalire a un tempo anteriore. Ma non ci sembra una prova determinante: l'idea di collocare l'orologio sulla torre e quindi di inserire la campanella in uno dei piombatoi potrebbe essersi affacciata solo a lavori ultimati, per ragioni di pubblica utilità. Probabilmente si deve pure a Guglielmo Caetani, se non l'apertura, almeno la sistemazione della Porta ad arco nel lato ovest, dove ancora oggi è l'accesso principale al paese, e dove, anche al tempo dei Romani, veniva a immettere (e immette) la Via XXIV Maggio. Questa Porta, resa accessibile anche ai carri, era difesa da un ponte levatoio. Aveva una duplice chiusura, la prima esterna, l'altra interna, al limite del fornice, consistente in una caditoia, che, una volta calata, sbarrava l'accesso nel caso si fosse riusciti a forzare la prima entrata. Inoltre nel soffitto dell'androne erano praticati dei fori, visibili tuttora, per lanciare proiettili oppure versare liquidi incandescenti contro l'invasore imbottigliato tra i due sbarramenti. Ci resta una preziosa testimonianza della fine del Seicento... ("la suddetta Terra è circondata da muraglia e non si puole entrare che da una porta, nella quale è un gran ponte levatore sopra il quale passano tutte sorti di bestie per servigio di essa terra, con ogni commodità" (sic.) (4). Anche alla metà di questo stesso secolo (a. 1653) abbiamo testimonianza indiretta di questa unica porta in una lettera del Duca Francesco al Governatore di S. Felice: "A Santa Felice non c'è se non una porta..." (5) (C. Miscel. 150, p. 52). e due anni prima questi stesso, rispondendo al Governatore riguardo al pericolo di un assalto da parte dei corsari, scriveva: "Fate star avvertito che si alzi il ponte e pigliateli la chiave della porta, che così non c'e pericolo: come la gente non può uscire, non dubbitate (sic), se fossero 300 Turchi" ... (6). Da tutto questo sembra potersi dedurre che l'altra porta del paese, che guarda verso Terracina, ad arco ogivale, (oggi Antica Porta) doveva essere, se non murata, come sarà in seguito, almeno chiusa permanentemente o quasi, sebbene ciò sembri contrastare con quanto e rappresentato in una pianta urbana del 1680, in cui è indicata con una doppia linea punteggiata, all'inizio e alla fine del fornice. Probabilmente questa porta fu murata per ragioni strategiche, perché lontana rispetto al nucleo fortificato e quindi difficile da difendere in caso di attacco nemico. Pensiamo all'attribuzione, almeno del piano inferiore, del Palazzo Baronale a Guglielmo (oppure agli immediati successori), anche per una innegabile somiglianza della pianta generale di esso con il Castello di Sermoneta (porta con ponte levatoio del paese, lato ovest con torre rotonda all'angolo, lati sud e est, cortile interno, torre dei Templari, piazza attuale del paese sulla fronte e mura perimetrali della "Vigna della Corte", allora tutto uno spiazzo, senza l'ingombro delle due ali di fabbricati, a nord, costruiti posteriormente. La struttura di questo Castello, come appare oggi, è in gran parte dovuta alle novità apportatevi dai Borgia (fu dimora di Lucrezia), tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, e ad esso sembra essersi ispirato anche il progettista del Castello di S. Felice. Di pianta pressappoco semicircolare, sorge sulle mura perimetrali del paese presso l'angolo sud-ovest, rinforzato da una piccola torre rotonda, e internamente si affaccia su un bel cortile, delimitato, ad est, dalla Torre dei Templari, che qui si eleva in tutta la sua imponenza e, sulla fronte, da un baluardo che da sulla piazza principale del paese, sul quale in seguito fu edificato l'ex Palazzetto Comunale. Altro link suggerito: http://www.dr-costruzioni.com/progetti/palazzo-baronale

Fonti: http://www.comune.sanfelicecirceo.lt.it/manifestazioni/manifestazioni_action.php?ACTION=scheda_turismo&cod_turismo=20, https://www.iluoghideicaetani.it/2015/06/05/il-circeo-nella-leggenda-e-nella-storia-palazzo-caetani/, http://www.sanfelicecirceo.net/cstorico.shtml

Foto: sono entrambe di Pierluigi su  
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giovedì 23 marzo 2017

Il castello di giovedì 23 marzo






SAN FELICE CIRCEO (LT) - Torre dei Templari

Dopo la caduta dell’impero romano la zona perse importanza e quindi scarse sono le notizie riguardanti il Circeo. Ebbe inizio un periodo buio,caratterizzato dalle incursioni barbariche e soprattutto dalle scorrerie dei pirati Saraceni che, giunti nel IX secolo, riuscirono ad insediarsi stabilmente per circa 30 anni nella zona del Garigliano. Le fonti medievali spesso menzionano la Rocca Circeii considerandola una delle rocche più sicure dello Stato Pontificio. Essa doveva ricalcare il perimetro dell’antica Circeii e forse si sviluppava tra l’attuale palazzo comunale e la Torre dei Templari. Dalla metà del XII secolo comparve una nuova denominazione: Castrum Sancti Felicis, forse per designare che nella cinta muraria vivevano anche persone civili oltre che militari.
Agli inizi del 1100 il Circeo passò nelle mani dei Frangipane che se ne impossessarono con la violenza. Nel 1240 papa Gregorio IX cedette la Rocca Circeii ai Templari che dovevano difendere il litorale dagli attacchi dei pirati algerini e tunisini, e che rimasero al Circeo per circa venti anni, costruendo la Torre dei Templari e il Convento. Verso la fine del secolo il castrum cadde sotto il dominio degli Annibaldi che a loro volta, nel 1301, lo vendettero a Pietro Caetani, nipote di Bonifacio VIII. La famiglia Caetani ne rimase proprietaria per circa 400 anni, con una piccola interruzione di circa trent’anni. Il feudo nel 1713, fu venduto da Michelangelo Caetani al principe Francesco Maria Ruspoli che cinque anni dopo lo dette in dote a sua figlia andata sposa ad un Orsini. Dopo soli due anni essi dovettero ricederlo alla Reverenda Camera Apostolica che lo vendette, dal 1808 al 1822, al Principe Stanislao Poniatowsky. Il principe fece costruire alcuni edifici tra cui il Casino di Caccia, attuale villa Bocchi, e l’ultimo piano del palazzo baronale. Dopo la parentesi Poniatowsky il feudo tornò nelle mani della Reverenda Camera Apostolica fino all’unificazione d’Italia nel 1870. La Torre dei Templari fu costruita, tra il 1240 e il 1259, dai monaci templari durante la loro permanenza sul promontorio. Situata nel centro storico del paese, è accessibile dal cortile dell'attiguo Palazzo baronale, che è stato eretto nel XIV secolo inglobandone parzialmente le strutture. Sulla torre fu fatto istallare dal principe Poniatowsky, ai primi dell’Ottocento, il caratteristico orologio che precedentemente si trovava sul portone d’ingresso proprio del palazzo baronale. L’edificio medievale, testimonianza della presenza dell’ordine religioso in terra pontina, è stato di recente oggetto di un intervento di restyling, ma i problemi dell’orologio che domina pizza Vittorio Veneto e che per decenni ha scandito l’ora nel centro storico non erano stati risolti. «Nonostante i continui e diligenti interventi da parte di personale altamente qualificato, data la sua vetustà, - si legge in una determinazione del settore Lavori Pubblici – necessita di continue e costose manutenzioni. Ciò, oltre a far sorgere continue lamentele tra la popolazione, degrada di molto le caratteristiche storiche e architettoniche della torre dei Templari». Pertanto nel 2015 si è deciso di intervenire facendo installare un nuovo orologio da torre monumentale con suoneria particolare di ore e mezze ore, con un quadrante esterno a sei ore e con il cambio automatico tra ora legale e solare. Oggi la torre ospita un servizio di informazioni, una mostra di sintesi dei valori ambientali e culturali del Parco Nazionale del Circeo e, al primo piano, la Mostra permanente "Homo Sapiens et Habitat", una raccolta di testimonianze dell'epoca preistorica provenienti dal litorale pontino. Dal 2007 ospita anche la collezione dell’attrice Elsa De Giorgi, donata al Comune di San Felice Circeo.

Fonti: http://www.comune.sanfelicecirceo.lt.it/manifestazioni/manifestazioni_action.php?ACTION=uno, http://www.latinaoggi.eu/news/circeo/4322/riapre-la-torre-dei-Templari.html, http://www.prolococirceo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=452:la-collezione-di-elsa-dei-giorgi-presso-al-torre-dei-templari&catid=132:circeo&Itemid=627&lang=it, http://www.tesoridellazio.it/pagina.php?area=I+tesori+del+Lazio&cat=Rocche+e+torri&pag=San+Felice+Circeo+(LT)+-+Torre+Templare

Foto: la prima è una cartolina della mia collezione, la seconda è di CHAGO su http://www.viaggiscoop.it/diari_di_viaggio/europa/italia/diario_di_viaggio_italia_12232.ashx

mercoledì 22 marzo 2017

Il castello di mercoledì 22 marzo






MERLINO (LO) - Palazzo Carcassola-Grugni in frazione Marzano

Feudo di proprietà dei conti di Merlino, la terra fu donata nel 1370 da Bernabò Visconti alla moglie Regina della Scala. Nel 1647 passò al conte Belgioioso, alla cui famiglia rimase fino al 1782. In età napoleonica (1809-16) Merlino fu frazione di Paullo, recuperando l'autonomia con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto. Il Palazzo Carcassola-Grugni, meglio conosciuto come Castello, è quella imponente costruzione che si incontra all'ingresso della frazione di Marzano, e più precisamente alla fine del lungo rettilineo quando si proviene da Merlino oppure dalla strada statale Paullese. Costruito probabilmente alla fine del '500 ed appartenuto inizialmente ai nobili Carcassola, il Palazzo attualmente è di proprietà della famiglia Grugni di cui l'Ing. Vincenzo ne è il diretto rappresentante; egli ne apre le porte al pubblico in occasione di visite guidate, meeting, cerimonie e manifestazioni (quest'ultime spesso in collaborazione con l'amministrazione comunale o l'istituto scolastico). Per Marzano quest'edificio rappresenta un patrimonio artistico di immenso valore dichiarato tale nel 1981 dal Ministro per i Beni Culturali e tuttora sottoposto alle disposizioni di tutela previste per legge. Grazie anche a questo riconoscimento, il palazzo è stato negli ultimi anni notevolmente ristrutturato. L'edificio si articola attorno ad un cortile quadrato delimitato da quattro corpi di fabbrica della stessa altezza. Il palazzo sorge su un imponente basamento con zoccolo a scarpa, residuo della precedente fortificazione. La fronte nord-orientale presenta un'alta torre centrale. Spiccano il portico e il soprastante loggiato sulla fronte verso la corte. Vi possiamo accedere attraversando il vialetto che conduce al grande portone ad arco ed entrando nell'androne che da sul cortile rettangolare, nel quale domina sul fondo il doppio porticato ad archi e la torre belvedere che si eleva sul lato est. Le circa quaranta stanze esistenti sono tutte illuminate da ampie finestre; all'interno è possibile ammirare i bellissimi affreschi e dipinti ispirati alla pittura classica del '500 nonchè i soffitti adornati di cassettoni in legno intagliato e decorato. Ma anche il resto dell'architettura come ad esempio i camini, le scale, le balconate e persino i sotterranei incantano ogni visitatore del luogo. Per promuovere la conoscenza di questo inestimabile tesoro del lodigiano che pochi conoscono, è stato pubblicato nel 2005 un piccolo volume che ne descrive il patrimonio artistico e storico; è possibile richiederlo scrivendo all'autrice: sig.ra Stefania Biancossi.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Merlino_(Italia), http://www.comune.merlino.lo.it/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idservizio/20017, http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00077/

Foto: la prima è di Elio1952 su http://mapio.net/pic/p-30781857/, la seconda è presa da http://www.lombardiabeniculturali.it/img_db/bca/LO620/1/l/77_lo025001.jpg

martedì 21 marzo 2017

Il castello di martedì 21 marzo






BRESSANA BOTTARONE (PV) - Castello in frazione Argine

Argine sorse nel medioevo, e appartenne alla podesteria o squadra di Casteggio, nell'ambito dei domini pavesi. Separato dal feudo di Casteggio, nel 1466 fu infeudato ad Angelo Simonetta, successivamente appartenne alla famiglia dei Visconti di Modrone. Il comune di Argine fu ampliato nel 1818 con l'aggregazione di Bressana, staccato da Rea. Nel 1873 Bressana divenne sede comunale. Annesse Bottarone nel 1928. L'elegante castello del XIV-XV secolo si può ammirare immerso nel paesaggio rurale della pianura padana. La sua costruzione risale al Quattrocento, anche se fu completato nel Cinquecento ed è oggi di proprietà privata. Molti ne furono padroni a partire dal Magnifico Angelo Simonetta fino ai Busca (ultima famiglia patrizia), ai Jacoppi e ai Berzio. Presenta la caratteristica tipica del castello del Pavese: pianta quadrata, rafforzata agli angoli da torri quadrate. Conserva attualmente due torri delle quattro originarie: una molto più alta rispetto al complesso e un'altra più piccola nell'angolo sud-est. Alla torre più alta, completa di merlature e collocata sulla destra rispetto all'ingresso principale, si accede dalla corte quadrata in sassi e mattoni che rivela tutta la bellezza austera dell'epoca patrizia unita alla semplicità delle comunità agricole. Il complesso comprende anche un basamento scarpato e una decorazione di mattoni a dentello sulle pareti esterne e sulle torri. I diversi interventi sulla sua struttura gli hanno conferito un'aspetto asimmetrico. Esiste anche un piccolo oratorio con raffinati stucchi e a sud e ad est del fortilizio si trova un verde giardino. L'ingresso avviene da ovest: un portale ad arco immette in un cortile interno quadrato con facciate parzialmente intonacate. Il castello era dotato di ponte levatoio, ora sostituito da un ponticello fisso in muratura. Sulle murature perimetrali si notano i segni dei rimaneggiamenti avvenuti per lo più nel secolo XVIII come il sopralzo dell'ala nord. Le aperture sul lato ovest sono monofore con cornici modanate in cotto, mentre le finestre del fianco nord, settecentesche, presentano semplici bordature intonacate e dipinte. Un fossato corre intorno a tutto l'edificio, il cui basamento è scarpato, decorato con un fregio in cotto visibile in piccoli tratti. All'interno vari ambienti a volta e in legno decorato. Altri link suggeriti: http://www.bressana.it/index.php/gallery-castello-di-argine/ (dove ammirare tante belle foto), http://www.bressana.it/wp-content/uploads/2015/08/66-Armonia-Castello-Argine.pdf, http://www.miapavia.com/risorse/monumenti/scheda.cfm?IdMonumento=93.

Fonti: http://www.icastelli.it/it/lombardia/pavia/bressana-bottarone/castello-argine-di-bressana-bottarone, https://it.wikipedia.org/wiki/Bressana_Bottarone, http://www.comune.bressanabottarone.pv.it/bressana-com-era, http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/1A050-00132/, http://www.bressana.it/index.php/2000/12/01/antiche-dimore-la-sottile-armonia-del-castello-di-argine/

Foto: entrambe di Solaxart 2012 su http://www.preboggion.it/CastelloIT_di_Argine.htm

lunedì 20 marzo 2017

Il castello di lunedì 20 marzo






CAPALBIO (GR) - Torre spagnola di Buranaccio

Si trova lungo la fascia costiera del comune di Capalbio, proprio sulla sponda del lago di Burano. La torre costiera è quella situata più a sud lungo il litorale tirrenico della Toscana. L'attuale fortificazione venne costruita attorno alla metà del Cinquecento (intorno al 1563), nel luogo dove sorgeva probabilmente una preesistente struttura di epoca medievale. Prima fu di proprietà senese ed in seguito divenne territorio di spartizione fra il Granducato di Toscana e la Spagna ma, mentre i primi ebbero il controllo sulla parte interna del territorio, gli spagnoli ebbero il controllo su tutta la parte costiera creando un avamposto difensivo ed un porto sicuro, ed è proprio sotto il controllo spagnolo che venne instaurato lo Stato dei Presidii e la costruzione delle torri di avvistamento che ancora oggi sono visibili per un lungo tratto di costa. Nei secoli successivi la fortificazione ha subito alcuni interventi di ristrutturazione che, però, hanno mantenuto pressoché intatto l'originario aspetto. La torre di Buranaccio richiama gli elementi stilistici della più imponente Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano. La struttura difensiva costiera si articola su tre livelli, presentando una sezione quadrata che poggia su un possente basamento a scarpa, con il quale viene messa in contiguità attraverso una cordonatura; le pareti si presentano prevalentemente rivestite in pietra e si caratterizzano per un notevole spessore che varia tra i 2 e i 3 metri. La parte alta presenta un coronamento di mensole piuttosto larghe e sporgenti che costituiscono la base della terrazza sommitale, priva di merlature, ove originariamente si articolava probabilmente il ballatoio. Dall'interno della terrazza si eleva, ad uno dei quattro angoli, una piccola struttura posticcia in muratura a sezione rettangolare. La passeggiata per raggiungere la torre passa attraverso una riserva di proprietà della Società SACRA, che da quasi cent'anni gestisce questi luoghi, affiancata sin dal 1968 dal WWF.

Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_di_Buranaccio, http://www.maremmans.it/la-torre-di-buranaccio-e-loasi-di-burano/, http://iluoghidelcuore.it/luoghi/capalbio/torre-di-buranaccio/79707

Foto: la prima è una cartolina della mia collezione, la seconda è presa da https://s3.amazonaws.com/gs-geo-images/28c74f90-e9a3-41f2-bb12-6e6c7458ddbb_l.jpg